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mar marzo 24 2018 18

Dott. Annamaria Allocca

I Disturbi visuo-spaziali nei bambini


Spesso, durante i colloqui clinici, incontriamo genitori che descrivono i propri figli come "pasticcioni", "distratti", "impacciati", "goffi" nei movimenti oltre che poco autonomi: "Non sa ancora vestirsi da solo", "Ha difficoltà ad indossare il cappotto e poi abbottonarlo", "Non riesce ad allacciarsi i lacci delle scarpe da solo", pur in assenza di cause specifiche (deficit fisici, disabilità intellettiva, carenze esperienziali, livello di sviluppo della personalità).

Ma quando tutto questo deve far preoccupare, tanto da approfondire con una valutazione neuropsicologica e neuropsicomotoria? Quando parlare di scarsa autonomia e quando invece parlare di Deficit visuo-spaziali? Se vengono escluse altre cause, allora è molto probabile che ci troviamo di fronte ad un vero e proprio disturbo.

Il Disturbo visuo-spaziale si caratterizza per difficoltà nello svolgimento [Continua]

mar marzo 15 2018 18

Dott.ssa Angela Marchese

I bambini che distruggono tutto, detti anche iperattivi, oppositivi e provocatori


Sono ormai diversi anni che molti genitori si rivolgono al pediatra, allo psicologo e al neuropsichiatra infantile per il proprio figlio perché non sta mai fermo, non riesce a concentrarsi, a mantenere l'attenzione su un compito e controllare l'impulsività sia verbale che motoria. I genitori lo descrivono come un bambino immaturo, difficile da gestire a casa, a scuola e in altri ambienti.
Questa descrizione è tipica dei bambini che soffrono del "disturbo da deficit di attenzione e iperattività" (ADHD), cioè di uno specifico quadro clinico caratterizzato da disattenzione, iperattività e impulsività. Le sue manifestazioni compaiono durante i primi anni di vita, cambiano con la crescita e alcuni sintomi possono persistere nell'adolescenza e nell'età adulta.

La disattenzione si manifesta soprattutto come una difficoltà a [Continua]

nov novembre 12 2017 17

I disturbi del linguaggio in età infantile (DSL)

  • 12/11/2017

"Mio figlio non parla bene. E' normale? Da cosa dipende?”. La risposta a questa domanda non è sempre univoca. Un problema di linguaggio può avere diverse cause più o meno gravi: una sindrome, un ritardo mentale, un problema anatomico alla lingua o alla bocca, una sordità non diagnosticata, un disturbo dello spettro autistico, e molto altro.

Tuttavia, capita molto spesso che il bambino abbia una semplice difficoltà nel parlare (parla poco o nulla, usa poche parole, confonde o inverte le lettere). In questo caso parliamo di Disturbo specifico del linguaggio (DSL) Si tratta, cioè, di bambini che pur non avendo problemi neurologici, sensoriali o relazionali hanno difficoltà a comprendere e/o produrre parole o frasi rispetto ai loro coetanei.

I DSL risultano avere una diffusione del 5-7% in età prescolare e tendono a ridursi nel tempo con una incidenza [Continua]

feb febbraio 6 2017 17

Balbuzie in età infantile... quando intervenire?

  • 6/02/2017

L’OMS (1977) definisce la balbuzie "un disordine nel ritmo della parola, nel quale il paziente sa con precisione ciò che vorrebbe dire, ma nello stesso tempo non è in grado di dirlo a causa di arresti, ripetizioni e/o prolungamenti di un suono che hanno carattere di involontarietà".
La balbuzie è quindi una forma di disfluenza – una interruzione nel flusso del discorso. I bambini possono balbettare, ripetere certe sillabe, parole o frasi, prolungarne il suono, o bloccarsi su parte di essa. In molti casi, la balbuzie va via da sola entro i 5 anni, in altri, dura più a lungo.

Primi segni di disfluenza

I primi segni di disfluenza tendono a comparire verso i 18-24 mesi di età, in questa fase avviene l’esplosione del vocabolario e i bambini iniziano a mettere insieme le parole per formare le frasi.
Per i genitori la disfluenza del proprio figlio talvolta può [Continua]

nov novembre 7 2016 16

Dott.ssa Angela Marchese

I Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA)


I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) riguardano un gruppo di disabilità in cui si presentano significative difficoltà nell'acquisizione e utilizzazione della lettura, della scrittura e del calcolo. La principale caratteristica di questa categoria è proprio la “specificità”, ovvero il disturbo interessa uno specifico e circoscritto dominio di abilità indispensabile per l’apprendimento (lettura, scrittura, calcolo) lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. Ciò significa che i DSA riguardano bambini intelligenti, che non hanno problemi sensoriali alla vista o all'udito, né neurologici e che hanno avuto adeguate possibilità di familiarizzare con la lingua scritta.

Come si manifestano

La Dislessia è una disabilità specifica dell’apprendimento caratterizzata dalla difficoltà ad effettuare una lettura accurata e/o fluente. Il [Continua]

ott ottobre 27 2016 16

E' arrivato il momento di togliere il pannolino. Come fare?

  • 27/10/2016

Tra i tanti momenti delicati che una mamma si trova ad affrontare durante la crescita del proprio bambino, c’è sicuramente quella relativa all'eliminazione del pannolino. L’inizio di questa fase, coincide con la capacità del bambino di controllare gli sfinteri; capacità che il piccolo acquisisce tra i 18 ed i 30 mesi. Ovviamente i riferimenti temporali sono assolutamente indicativi, in quanto ogni bambino è diverso dall'altro sia a livello di “tempi” personali sia come storia evolutiva e di vita.
L’atteggiamento degli adulti è fondamentale per far sì che il bimbo viva questo delicato momento in modo positivo e sereno. Qualche consiglio pratico per gestire al meglio l'autonomia dal pannolino.

Passo 1. Scegli il momento giusto!

Nella scelta del momento entrano in gioco diversi fattori che ognuno può valutare da sé: la stagione, come si [Continua]

ott ottobre 4 2016 16

Le tappe dello sviluppo motorio e cognitivo nel primo anno di vita

  • 4/10/2016

Il primo anno di vita rappresenta un periodo di crescita in tutte le aree di sviluppo del bambino. Ecco quali fasi attraversa nel corso dello sviluppo motorio e cognitivo.

È noto oggi, contrariamente al passato, che il cervello umano non è completamente sviluppato alla nascita. Alla nascita, la natura fornisce al cervello del neonato la maggioranza delle cellule (neuroni e altre cellule cerebrali) di cui ha bisogno.

Nel corso del primo anno di vita la crescita cerebrale è notevolissima, soprattutto grazie alla formazione di centinaia di miliardi di connessioni tra cellule (sinapsi) che sono la chiave dell'apprendimento e della memoria. Tutte insieme, esse formano un complesso centro di controllo per la percezione del mondo circostante e per l'acquisizione di funzioni specifiche: non solo vedere, ascoltare, muoversi, sentire i sapori, ma [Continua]

set settembre 21 2016 16

Lo sviluppo del linguaggio nel bambino

  • 21/09/2016

Mio figlio sta imparando a parlare! Le tappe importanti verso la conquista delle prime parole e delle prime frasi di senso compiuto.

Esattamente come avviene per i primi passi, anche per la pronuncia delle prime parole esiste un giusto momento per ogni singolo bambino. Ogni bambino ha cioè tempi e modalità di apprendimento del linguaggio che possono essere molti diversi, quindi non è produttivo entrare in allarme se non ha raggiunto gli stessi traguardi di un coetaneo.
Posto questo, a scopo puramente indicativo è riportato di seguito l’iter che in generale conduce alla conquista delle prime parole e poi delle prime frasi di senso compiuto:

dal quarto-quinto mese comincia a emettere alcune vocali, in genere la “u”, con tono acuto e trillante. Tra il sesto e l’ottavo mese comincia la lallazione, cioè l’emissione di sillabe (ma, pa, ba, ta, ca, la); a [Continua]
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