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apr 7 2021

Coronavirus, con seconda ondata posti di neuropsichiatria infantile al Bambino Gesù tutti occupati: "Non era mai successo"

  • 7/04/2021

Disturbi mentali tra giovani e giovanissimi in aumento: 500 ricoveri al Bambino Gesù entro la fine dell'anno per tentativi di suicidio, atti di autolesionismo, disturbi alimentari. "Eppure sul disagio psichico di bambini e adolescenti c'è un silenzio assordante"

Non era mai successo. Posti letto occupati al massimo della loro capienza da settimane. Ragazzini con disturbi mentali in aumento vertiginoso, netto innalzarsi delle richieste di aiuto. "Se continua così alla fine dell’anno avremo più di 500 ricoveri e oltre 7.000 bambini in attività diurna", spiega Stefano Vicari responsabile di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. "Questo aumento c’è stato con la seconda ondata della pandemia, da ottobre a oggi. Siamo in affanno. E siamo preoccupati".

Con un "28 per cento in più per anoressia nella fascia 12-14 anni, che adesso colpisce molto anche i maschi, e un "25 per cento in più di tentativi di suicidio e atti di autolesionismo, tanto che", spiega Vicari, "visto che siamo ormai consapevoli che la problematica riguarda tutta Italia, da Torino a Pisa, da Genova a Firenze, ed è trasversale in tutto il Paese, con la Garante per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, Carla Garlatti, gli ospedali pediatrici e altre organizzazioni, stiamo studiando un progetto d’intervento”.

Non c’è soltanto l’aumento a preoccupare ma anche l’età, "sempre più bassa".

Il vero problema, però, continua il primario, è anche e soprattutto "l’offerta assistenziale che per la psichiatria dell’età evolutiva in questo paese è molto modesta, molto ridotta: i disturbi mentali riguardano normalmente il 20 per cento dei bambini e degli adolescenti. Adesso il dato è cresciuto esponenzialmente e i posti in Italia sono sempre gli stessi: 92 in tutto, per non parlare del fatto che ci sono alcune regioni che ne sono completamente prive come la Calabria, Umbria e Abruzzo. L’Emilia Romagna ha solo 4 posti letti dedicati. C’è un assenza totale da parte di chi ha responsabilità di governo. Stiamo scrivendo un documento da sottoporre al ministro perché le risorse in arrivo vengano impiegate anche per la psichiatria in età evolutiva”.

A Roma i posti letto attivi sono 16: "Un numero veramente eseguio, se si pensa che il suicidio è la seconda causa di morte tra i ragazzi tra 10 e i 25 anni. Al primo posto ci sono gli incidenti. E tutto questo non fa che aumentare" continua il professore. "Ricoveriamo a rotta di collo e non sappiamo più dove mettere i bambini. Richieste vengono non solo dagli acuti: dopo c’è anche la presa in carico, il cosiddetto diurno. C’è il problema delle famiglie. Che non sono necessariamente disagiate o povere, anche se la povertà è certamente una delle cause. Per non parlare delll’uso distorto dei media – penso alle chat e ai siti dove ragazzine e ragazzini imparano tutto sull’anoressia – che non ci sta certamente aiutando. Come non ci aiuta l’indifferenza: si parla della ragazza che si suicida nel bagno della scuola ma poi tutto ripiomba in un silenzio assordante”.

C’è un fattore genetico che unito a quello ambientale fa esplodere i disturbi mentali

"È come nascere con una tendenza verso il rischio infarto che non è detto si manifesti. Certo, se uno mangia grasso tutti i giorni, non si muove dal divano, fuma e beve ha più probabilità: e questi sono i fattori che intervengono per un esito funesto. La stessa cosa sta avvenendo con la pandemia, che sta facendo da detonatore, unita magari a insuccessi scolastici o, peggio ancora, alle droghe. L’uso delle sostanze cannabinoidi è un elemento drammatico che inizia in prima media: drammatico perché la potenza della cannabis che gira oggi è 70 volte maggiore di quella di 20 o 30 anni fa: è di sintesi, a volte viene tagliata con il metadone o con altre sostanze, è fortemente potenziata e geneticamente modificata. E fa esplodere malattie mentali.

Serve dunque una politica attiva e seria "per la salute mentale" sottolinea con forza Vicari. "Siamo una società schizofrenica: amiamo i bambini, i ragazzi, li trattiamo con i guanti, come cucciolotti, ma poi dedichiamo scarsissima attenzione alla loro crescita. A cominciare appunto dalla politica. Quello che si può fare è destinare risorse ai servizi territoriiali di neuropsichiatria che negli ultimi 20 anni sono stati tutti depotenziati”.

Gli adolescenti, secondo il primario, sono "i veri dimenticati della pandemia. Li abbiamo trattati come untori, perché si accalcano, oppure come imbecilli che passano il tempo sul divano invece dovrebbero essere contenti perché non vanno a scuola. Ma è un modo per emarginarli ancora di più. Mi fa piacere discutere del voto ai 16enni, ma prima del voto garantirei un servizio per la salute che invece viene fortemente negato.Nella prima ondata nella primavera del 2020 abbiamo assistito a una riduzione di richieste: perché è stata vissuta con più ottmismo, stavamo sui terrazzi a cantare, urlavamo ce la faremo, pensavamo che si sarebbe risolto tutto con l’estate. Ma a ottobre i genitori sono tornati al lavoro e i ragazzi sono rimasti a casa soli, solissimi, e hanno dovuto gestire il tempo in maniera autonoma e senza guida. I ragazzi hanno bisogno di relazioni per poter crescere sani, la relazione è fondamentale. Nessuno da adolescente parla con mamma e papà: c’è bisogno degli amici, dei compagni di classe e di banco. Dei bambini e degli adolescenti non ne parla nessuno: durante il lockdown si parlava dei runner e dei diritti dei cani. E loro? Dimenticati".

Fonte: roma.repubblica.it


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